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Il nuovo piano d’azione per l’economia circolare dell’UE

L’11 marzo 2020 la Commissione europea ha adottato il nuovo “Piano d’Azione per l’Economia Circolare”, Il nuovo piano d’azione si pone l’obiettivo di convertire la nostra economia in un’economia sostenibile per l’ambiente, che rafforzi la nostra competitività senza ledere all’ecosistema naturale e che conferisca maggiori diritti ai consumatori.

Un’economia circolare riduce la pressione sulle risorse naturali (la metà delle emissioni totali di gas serra e oltre il 90% della perdita di biodiversità e dello stress idrico provengono dall’estrazione e dalla lavorazione delle risorse) e costituisce dunque prerequisito fondamentale per raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 e arrestare la perdita di biodiversità.

Basandosi sul lavoro svolto dal 2015, il nuovo Piano garantisce che le risorse utilizzate vengano conservate nell’economia dell’Unione il più a lungo possibile e che le relative iniziative che di volta in volta saranno discusse e adottate, saranno sviluppate secondo un processo partecipativo, che vedrà lo stretto coinvolgimento delle imprese e delle comunità interessate. “Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, preservare il nostro ambiente naturale e rafforzare la nostra competitività economica, è necessaria un’economia completamente circolare”, ha affermato Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, “oggi, la nostra economia è ancora per lo più lineare, con solo il 12% di materiali e risorse secondarie riportati nell’economia. Molti prodotti si rompono facilmente, non possono essere riutilizzati, riparati o riciclati o sono fatti per un singolo utilizzo. Esiste un enorme potenziale da sfruttare sia per le imprese che per i consumatori.”

Cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo ci condurrà dunque verso un’economia competitiva ma neutrale dal punto di vista climatico. Per accelerare questo processo di transizione, la Commissione europea, con il Piano d’Azione, prevede di mettere in campo molti strumenti che consentano a imprese, consumatori e autorità pubbliche in Europa di abbracciare questo modello sostenibile: sarà proposta una legislazione sulla politica dei prodotti sostenibili, per garantire che i prodotti immessi sul mercato dell’UE siano progettati per durare più a lungo e siano più facili da riutilizzare e riciclare; i consumatori avranno poi accesso a informazioni affidabili su questioni quali la riparabilità e la durabilità dei prodotti, per aiutarli a compiere scelte sostenibili dal punto di vista ambientale; verranno messe in campo azioni sui settori che utilizzano più risorse e in cui il potenziale di circolarità è elevato: il settore dell’elettronica, delle batterie dei veicoli, di imballaggi, plastiche e microplastiche, il settore del tessile, quello delle costruzioni e infine il settore alimentare.