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Microplastiche e tessuti: 8 soluzioni per l’industria tessile

Dall’industria tessile proviene il 35% delle microplastiche disperse nell’ambiente e i nostri capi sintetici rilasciano circa 700 mila fibre ad ogni lavaggio in lavatrice*. Questi frammenti vengono prodotti sia durante la fabbricazione degli indumenti che nel corso del loro utilizzo. E per le microplastiche che raggiungono i filtri degli impianti di depurazione, non c’è garanzia che non vengano rilasciate nuovamente nell’ambiente.

*Boucher, J. and Friot D. (2017). Primary Microplastics in the Oceans: A Global Evaluation of Sources. Gland, Switzerland: IUCN

Alcune aziende dell’industria tessile sono già consapevoli dei rischi che le emissioni di microfibre comportano per l’acqua e gli organismi viventi e sembra esserci un crescente interesse nel trovare soluzioni a questo problema.

8 possibili modi per affrontare il problema sono raccolti nel documento redatto dai due partner tedeschi di progetto Global Nature Fund e Lake Constance Foundation. Oltre a descrivere le criticità di partenza e le misure intraprese dalle aziende per questa sfida, il documento riporta i punti di vista sulla questione della sostenibilità e delle microplastiche di aziende molto importanti del mondo della moda: Nike, Adidas, H&M, Patagonia, sono alcune di esse. Nel complesso si riscontra un maggiore interesse tra i produttori più piccoli, ma anche i più grandi marchi stanno affrontando il tema delle microplastiche.

 

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1 Ricerca e conoscenza

In generale, per le aziende dovrebbe essere importante generare conoscenza, cioè fare in modo che le cause delle emissioni di microplastiche vengano ulteriormente studiate. Anche se la scienza ha già fatto grandi progressi, la partecipazione delle aziende alla ricerca è ancora insufficiente. Soprattutto nei settori dei processi di produzione, dei materiali, delle fasi di lavorazione o del comportamento d’uso, sorgono questioni che sono difficili da ricercare senza la partecipazione aziendale. Anche i materiali alternativi e la loro accettazione da parte dei gruppi target, così come lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi modelli di business in cui i tessili possono essere utilizzati più a lungo, richiedono uno stretto scambio tra ricerca e pratica. I ricercatori dell’Università di Leeds nel Regno Unito hanno sviluppato un metodo di misurazione che può determinare in modo affidabile la quantità di piccoli frammenti di fibra rilasciati dai tessuti durante il lavaggio domestico. Metodi di test uniformi garantirebbero una migliore comparabilità dei risultati di queste ricerche.

2 Trovare soluzioni insieme

Un modo per affrontare questa sfida è l’azione congiunta di attori simili: ricercatori, associazioni e organizzazioni non governative sono solitamente interessati e disposti a collaborare con le aziende. La cooperazione con gli attori della catena di fornitura, per esempio i fornitori di prodotti primari o i produttori di lavatrici, è importante ma avviene ancora troppo raramente. Anche unire le forze con i concorrenti del settore può generare intuizioni e rafforzare la performance di sostenibilità in generale.

3 Ripensare lo sviluppo del prodotto

I problemi ambientali maggiori possono essere evitati prima del ciclo di vita del prodotto, cioè nella fase di sviluppo e del cosiddetto design di prodotto. Durante lo sviluppo del prodotto, i bisogni e i desideri dei clienti possono essere abbinati alle possibilità tecniche. Nel complesso, i desideri dei clienti saranno sempre più orientati verso criteri di sostenibilità. Chi non si muove al passo con i tempi rischia già di perdere quote di mercato.

4 Analizzare e migliorare i processi di produzione

Quale parte del processo di produzione è particolarmente rilevante per la generazione di frammenti di fibre, varia da azienda ad azienda ma ci sono dei valori empirici: per esempio, la preparazione del filato e la produzione tessuti e indumenti sembrano essere particolarmente determinanti. La maggior parte dei frammenti di fibre viene prodotta dal cliente durante i primi tre cicli di lavaggio in lavatrice. Una soluzione, dunque, potrebbe consistere in un trattamento direttamente dopo la produzione, prima che il prodotto venga messo in vendita per rimuovere i residui di produzione in modo controllato.

5 Selezione del materiale

I frammenti di fibre non vengono prodotti solo quando si usano materiali sintetici. I tessuti realizzati con materie prime rinnovabili come la lana o il cotone sono in linea di principio biodegradabili, ma trattamenti come la tintura o l’impregnazione producono anche fibre che sono difficili da degradare. Il problema principale delle emissioni di frammenti di fibre è la persistenza, cioè il fatto che la plastica non è biodegradabile e le quantità nell’ambiente aumentano costantemente nel tempo. Diverse funzioni desiderate, come la leggerezza o l’asciugatura rapida, spesso non sono soddisfatte altrettanto bene dal cotone. Ma ci sono alternative naturali e semisintetiche con diverse proprietà come la viscosa, il modal, il lyocell, la canapa o materiali più insoliti come le fibre di alghe, la seta di soia o le fibre di scarti alimentari (agraloop).

6 Economia circolare e longevità

La tendenza verso il “fast fashion” ha fatto sì che gli armadi siano pieni e che la disponibilità dei clienti a pagare diminuisca. Anche lo smaltimento dei vestiti sta causando grossi problemi. Meno dell’1% viene riciclato in cicli chiusi, e più dell’80% dei tessili viene incenerito o finisce in discarica. Per le aziende che vogliono ridurre le emissioni da frammenti di fibre, significa accorgersi di questi desideri dei clienti e concentrarsi maggiormente su tessuti durevoli e di alta qualità, perché le microfibre non si creano solo in lavatrice, ma anche quando i vestiti vengono smaltiti in modo errato e si scompongono nel tempo in piccole particelle nell’ambiente.

7 Pensare in modo olistico ai problemi di sostenibilità

Purtroppo, quando si affronta l’importante questione della sostenibilità, spesso non esistono soluzioni facili. Anche le aziende più ambiziose hanno sperimentato che la soluzione di un problema di sostenibilità ne crea un altro. Per esempio, la coltivazione del cotone e della viscosa è legata a un alto uso di sostanze chimiche e di acqua.  E anche i requisiti del terreno giocano un ruolo importante. Le materie prime naturali non sono sempre l’alternativa migliore su tutta la linea ma è necessario un approccio olistico che vada oltre la considerazione dei problemi di tendenza attuali. Questo non è sempre facile e richiede processi di miglioramento e feedback costanti e continui.

8 Comunicazione e marketing

Una volta che un’azienda ha ottimizzato i processi di produzione, sarà necessaria una strategia di comunicazione adeguata per i fornitori, le altre aziende, i clienti, i potenziali clienti e altri stakeholder. Le conoscenze acquisite possono servire da ispirazione per altre aziende che non sono ancora così avanti nel loro percorso di sostenibilità. Anche i clienti hanno un’influenza sulla formazione delle microplastiche: impostare il giusto programma di lavaggio, per esempio, può ridurre le emissioni di microfibre; la scelta del detersivo, la temperatura e il carico influenzano la formazione di frammenti di fibre durante il processo di lavaggio. Una nuova ricerca scientifica conferma che, per esempio, cicli di lavaggio più brevi a temperature dell’acqua più basse possono ridurre drasticamente l’emissione di microfibre dai tessuti. Queste informazioni potrebbero essere comunicate ai clienti, per esempio su etichette, siti web o informazioni allegate.